| Saluto del Ministro generale dei Frati Cappuccini |
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| Scritto da fr. Florio A. Tessari, Postulatore generale OFMCap | |
| giovedì 11 dicembre 2008 | |
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Eminenza Rev. Sig. Card. Angelo Sodano, Eccellenze Reverendissime, On. Ministro Sandro Bondi, Ill. mi Sindaci, Signori e Signore, ho il piacere e l’onore a nome del Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, fr. Mauro Jori,
attualmente in visita pastorale in Australia, Nuova Zelanda e Isola di Guam, di porgere il saluto, il ringraziamento e l’augurio per questa felice iniziativa che vede come protagonista il confratello Servo di Dio il Card. Guglielmo Massaia: missionario, medico, chirurgo, ingegnere, diplomatico, ma soprattutto frate cappuccino incamminato nella via di santità. Leggendo la sua vita, quella di missionario, non si può non pensare in quest’anno giubilare paolino, allo spirito che lo animava nei suoi viaggi apostolici e alla sua capacità di annuncio del messaggio evangelico perché ogni cultura ne rileggesse la sua storia alla Sua luce. Si può affermare che era animato dallo spirito di San Paolo quando affermava : “pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnare il maggior numero: mi sono fatto Giudeo con i Giudei, per guadagnare i Giudei…Mi sono fatto debole con deboli, per guadagnare i deboli, mi sono fatto tutto a tutti per salvare ad ogni costo qualcuno. Tutto io faccio per il Vangelo, per diventare partecipe con loro” (1 Cor, 9, 19-2. 22-23). I viaggi, le peripezie, i pericoli affrontati per annunciare la Parola Vivente, per far incontrare la Presenza Viva, per dare a tutti il Pane della Vita, sono pagine non solo di cronaca, ma sono la storia di un uomo, di un frate che per Cristo e solo per Cristo ha voluto essere missionario, di un grande missionario. Il servo di Dio Guglielmo Massaia ha avuto la capacità di vivere nei differenti contesti culturali, avvicinando tutti e per riunire tutti nell’amore di Cristo. Scriveva: “Oh! Io amo tutti in Gesù Cristo; tanto gli Etiopi quanto gli Europei riguardo come miei fratelli: e se avessi altra vita da spendere, senza esitazione la sacrificherei per la loro salvezza”. Ringrazio il Comitato Nazionale per le Celebrazioni del bicentenario della nascita del Servo di Dio perché, con le iniziative che sono state programmate, ci farà conoscere ancor più questa grande e complessa figura di missionario. In questo momento di festa per il bicentenario della nascita del Servo di Dio a noi Frati Cappuccini, figli di san Francesco d’Assisi, è utile rileggere uno scritto del Poverello di Assisi: “Guardiamo con attenzione, fratelli tutti, il buon pastore, che per salvare le sue pecore sostenne la passione della croce. Le pecore del Signore l’hanno seguito nella tribolazione e nella persecuzione, nella vergogna e nella fame, nell’infermità e nella tentazione e in altre simili cose, e per questo hanno ricevuto dal Signore la vita eterna. Perciò è grande vergogna per noi servi di Dio, che i santi hanno compiuto le opere e noi vogliamo ricevere gloria e onore con il solo raccontarle” (Ammonizione VI). Pace e Bene a tutti.
Fr. Florio Alessandro Tessari |
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| Ultimo aggiornamento ( venerdì 12 dicembre 2008 ) |
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